Cascina, un Comune fermo
Consiglio Comunale svuotato e senza rispetto delle regole

La Lega svuota le istituzioni e anche il consiglio comunale di Cascina pare ormai svuotato sia per forma che per sostanza. Il rispetto che manca verso gli eletti manca comunque anche verso i cittadini: va sottolineato che l’ultimo consiglio non aveva in discussione pratiche amministrative. Il Comune di Cascina, tra campagne elettorali e altri impegni degli amministratori, è fermo.

In ogni caso lunedì, in una sola seduta, si è sintetizzata l’inadeguatezza al potere. In fase di apertura la presidente ha usato due pesi e due misure sulla concessione della parola alle associazioni presenti, discriminando tra Anpi e rappresentanti della Divisione Aqui. Un gesto inspiegabile, che replica le difficoltà di rapporto già mostrate dagli esponenti di questa amministrazione con il lavoro di testimonianza storica portato avanti dall’Associazione nazionale Partigiani d’Italia.

Il consiglio si è poi chiuso per mancanza del numero legale, vista la presenza di solo otto eletti di una maggioranza che può contare su quindici consiglieri e il sindaco. In aula il centrodestra si è ridotto a metà proprio su un documento presentato da Fratelli d’Italia e la seduta è andata a lungo avanti solo per il senso di responsabilità delle forze di minoranza. Il doppiopesismo sulla concessione della parola si è confermato anche in questo frangente: in un’altra occasione i consiglieri di maggioranza erano stati incapaci di garantire la presenza, ma, anziché chiudere la seduta, la presidente del consiglio aveva interrotto i lavori per cercare i consiglieri sino ad allora assenti e riprendere col dibattito. Ieri non è stato fatto neppure un tentativo: forse il documento di FdI non era troppo gradito?